Il 15 novembre u.s., a conclusione delle indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Noto
i cui esiti sono stati pienamente concordati dalla Procura della Repubblica di Siracusa che ha
coordinato le attività investigative dirette dal P.M. dott. Salvatore Grillo, i Carabinieri della
Stazione di Portopalo di Capo Passero (SR) hanno notificato 7 avvisi di conclusione delle indagini
preliminari ad altrettante persone, per i reati di falsità materiale ed ideologica, abuso d’ufficio,
soppressione di atti pubblici, uso di atti falsi e tentata truffa aggravata, finalizzati all’erogazione
delle agevolazioni finanziarie della Comunità Europe, di fatto valutate e stabilite dalla Cassa
Regionale per il credito alle Imprese Artigiane Siciliane.

Gli indagati avrebbero, a vario titolo, tentato di perpetrare i reati contestati al fine di ricevere oltre
un milione di euro di sovvenzione pubblica per il restauro di un villaggio turistico sito nel Comune
di Portopalo di Capo Passero, lavori mai effettuati ed autorizzati fittiziamente con atti falsi.
Tra gli indagati POIDOMANI Mario, classe 57, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune e
COLTRARO Giambattista, classe 75, già deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, all’epoca
dei fatti segretario della III Commissione Legislativa Parlamentare “Attività Produttive”, nonché
amministratore di fatto del villaggio in questione.

L’attività d’indagine traeva origine nel mese di giugno del 2013, quando i Carabinieri della
Stazione di Portopalo di Capo Passero hanno sequestrato, presso l’ufficio tecnico di quel Comune,
le domande di sanatoria per gli abusi edilizi relativi al predetto villaggio, che sorge a meno di 500
m. dalla battigia, contrariamente a quanto disposto dalla legge regionale in materia. Le successive
investigazioni degli inquirenti hanno permesso di appurare come la società che gestiva tale villaggio
turistico abbia prodotto false autocertificazioni ed attestazioni dell’esecuzione di lavori mai eseguiti
e dei requisiti per l’accesso alle agevolazioni finanziarie pubbliche a fondo perduto. Le successive
acquisizioni dei militari dell’Arma presso il Comune di Portopalo hanno permesso di appurare
inoltre come l’ufficio tecnico di quel Comune abbia rilasciato due concessioni in sanatoria al
vincolo di inedificabilità assoluta relativa all’immobile, ed abbia scoperto come lo stesso dirigente
comunale abbia soppresso e modificato alcuni atti concernenti le richieste di condono avanzate nel
tempo.

L’intervento delle forze dell’ordine e della magistratura, concretizzatosi immediatamente nei diversi
sequestri e nell’analisi della documentazione attestante il tentativo di truffa, ha permesso di evitare
un probabile danno economico alla Regione Siciliana.